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TENUTA SAN LEONARDO San Leonardo IGT Vigneti delle Dolomiti Rosso 2020
Storia Era il 1982 quando il Marchese Carlo Guerrieri Gonzaga mise a punto un’innovativa tecnica di vinificazione, dando vita a uno dei più noti tagli bordolesi italiani. Decise di parcellizzare i terreni della tenuta e vinificare separatamente ogni varietà per mantenerne inalterato il carattere. Solo prima dell’imbottigliamento assemblò i vini, creando così il San Leonardo.
Vigneti Ubicazione | Le vigne che danno origine al San Leonardo si trovano all’interno delle antiche mura del monastero. Suoli | Leggeri e sabbiosi per il Cabernet Sauvignon e il Carmenère; argillosi con ottimo drenaggio per il Merlot. Sistema di allevamento e densità d’impianto
Cordone speronato: 5.100 ceppi per ettaro Guyot: 5.100 ceppi per ettaro Pergola trentina doppia: 1.800 ceppi per ettaro Pergola trentina semplice: 2.500 ceppi per ettaro Età dei vigneti | Da 25 a 75 anni. Altitudine | 120-300 metri s.l.m. Esposizione | Sud-Ovest – Nord-Ovest. Resa di uva per ettaro | 50-60 q-h per cordone speronato e guyot; 80-90 q-h per pergola trentina doppia e semplice. Vinificazione e affinamento Fermentazione spontanea e macerazione per 12-15 giorni in piccole vasche di cemento con rimontaggi giornalieri e occasionali délestage. Dopo la svinatura, avviene la fermentazione malolattica nelle stesse vasche, dove il vino rimane in decantazione per alcuni mesi. L'affinamento dura 24 mesi, con il 70% del vino in barriques e il 30% in tonneaux di rovere francese a media tostatura (di primo, secondo e terzo passaggio), seguito dall'assemblaggio finale. Il vino viene imbottigliato e rimane per almeno 24 mesi nelle cantine prima di essere messo sul mercato.
Note di degustazione Colore | Rosso rubino intenso con riflessi granata. Al naso | Di grande complessità olfattiva, con sentori di frutti di bosco, seguiti da note balsamiche, sottobosco, tabacco ed erbe aromatiche. Al palato | Vivace ed elegante, con una perfetta corrispondenza gusto-olfattiva, tannini raffinati, grande equilibrio e profondità. Finale di grande persistenza.
Buon vino interprete del Susumaniello moderno forse ci vorrebbe uno stile più fresco e meno
Buon vino interprete del Susumaniello moderno forse ci vorrebbe uno stile più fresco e meno segnato dal legno per capirci come l'Oltremè di Tenute Rubino anche se poi perderebbe le sue caratteristiche che sono comunque buone.