Champagne Chavost – La Champagne libera, pura e contemporanea

Champagne Chavost – La Champagne libera, pura e contemporanea

Champagne Chavost – La Champagne libera, pura e contemporanea

Nel cuore della Champagne, sulle colline di Chavot-Courcourt, pochi chilometri a sud di Épernay, nasce Champagne Chavost: una realtà dalla storia profondamente legata al proprio villaggio e oggi tra le espressioni più originali della nuova generazione champenoise.

La storia di Chavost comincia nel 1946, quando un gruppo di circa venti viticoltori del paese decide di unire vigne, esperienza e competenze dando vita a una cooperativa fondata sui valori della solidarietà, della condivisione e dell'amore per la terra. Anche il nome scelto racconta questo legame: Chavost è infatti l'antico nome di Chavot-Courcourt.

La svolta di Fabian Daviaux

Il nuovo capitolo della storia di Chavost inizia nel 2019, con l'arrivo alla guida della cantina di Fabian Daviaux, figlio di una famiglia di viticoltori del paese ed enologo con un percorso internazionale.

Dopo gli studi, Daviaux trascorre circa dieci anni vinificando in diverse parti del mondo. Il ritorno a Chavot-Courcourt porta con sé una visione nuova: produrre Champagne capaci di raccontare l'uva e il terroir con la maggiore trasparenza possibile, riducendo drasticamente l'intervento dell'uomo in cantina.

Nasce così una linea di Champagne decisamente fuori dagli schemi, fondata sulla vinificazione a basso intervento, sulle fermentazioni spontanee e, per la gamma dedicata, sulla scelta radicale di lavorare senza solfiti aggiunti.

Un terroir alle porte di Épernay

Chavot-Courcourt occupa una posizione particolarmente interessante nei Coteaux Sud d'Épernay, in un territorio di collegamento tra la Vallée de la Marne e la Côte des Blancs.

Qui Chardonnay, Meunier e Pinot Noir trovano differenti espressioni nei suoli del territorio, caratterizzati da importanti componenti argillose e calcaree.

Una parte centrale del progetto contemporaneo Chavost proviene inoltre da vigneti condotti secondo i principi dell'agricoltura biologica, con l'obiettivo di preservare l'equilibrio naturale della vigna e l'identità del territorio.

Senza solfiti aggiunti: il manifesto Chavost

È soprattutto in cantina che emerge la personalità di Champagne Chavost.

L'obiettivo non è costruire uno Champagne attraverso correzioni enologiche, ma accompagnare l'uva fino alla bottiglia preservandone il carattere originario.

Nelle cuvée della linea Sans Sulfites Ajoutés l'approccio prevede vinificazioni senza aggiunta di solfiti e un utilizzo estremamente limitato degli interventi enologici. Le fermentazioni possono avvenire spontaneamente grazie ai lieviti indigeni, lasciando maggiore spazio all'identità dell'annata, del vitigno e del vigneto.

Il risultato è una collezione lontana dall'immagine più convenzionale dello Champagne: vini tesi, energici, gastronomici e territoriali, nei quali la bollicina diventa parte integrante del vino senza nasconderne la materia.

Anche la scelta frequente del Brut Nature, con dosaggio assente, segue la stessa filosofia: togliere piuttosto che aggiungere, lasciando parlare il vino.

Lo stile Champagne Chavost

Gli Champagne Chavost raccontano una visione contemporanea della denominazione, nella quale tradizione e sperimentazione convivono.

Blanc d'Assemblage, Blanc de Meunier, Blanc de Chardonnay, Rosé de Saignée, Paradoxe ed Eureka! interpretano vitigni e assemblaggi differenti mantenendo un'identità comune: purezza espressiva, freschezza, carattere e massima trasparenza del terroir.

Dietro le etichette illustrate, volutamente anticonvenzionali, si nasconde quindi un progetto molto preciso: mostrare una Champagne meno costruita, più libera e più vicina alla vigna.

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