Montalbera
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Montalbera

Nel cuore del Piemonte vitivinicolo, Montalbera è la cantina della famiglia Morando che intreccia la tradizione del Monferrato con le radici nelle Langhe. A Castagnole Monferrato i vigneti disegnano un suggestivo anfiteatro sulle colline, dove il Ruché, vitigno autoctono dalla personalità inconfondibile, è divenuto il simbolo dell'azienda. Accanto a questo rosso floreale e speziato, Montalbera valorizza Barbera d'Asti, Grignolino, Nebbiolo, Moscato d'Asti e altre varietà piemontesi, affiancando interpretazioni contemporanee come il Timorasso dei Colli Tortonesi. Una storia di famiglia costruita sul legame con la terra, sul rigore viticolo e sulla continua ricerca della migliore espressione del frutto.

Una storia da conoscere
Castagnole Monferrato (AT), Monferrato; Castiglione Tinella (CN), Langhe Piemonte Dal Origini nel primo Novecento; sviluppo della tenuta dagli anni Ottanta

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Una storia da conoscere

Le origini di Montalbera risalgono ai primi anni del Novecento, in un'area del Monferrato compresa tra Grana, Castagnole Monferrato e Montemagno. La famiglia Morando, da generazioni legata alla viticoltura piemontese, ha le proprie radici nelle Langhe, a Castiglione Tinella, terra d'origine di Enrico Riccardo Morando. A partire dalla metà degli anni Ottanta la famiglia ha ampliato la proprietà di Castagnole, acquisendo terreni confinanti e piantando nuovi vigneti, con particolare attenzione al Ruché, allora molto meno conosciuto di oggi.

La tenuta del Monferrato costituisce il cuore produttivo della cantina: un vasto complesso vitato a corpo unico che abbraccia sei colline e si sviluppa tra pendii, crinali ed esposizioni differenti. I suoli alternano componenti argillose e calcaree, offrendo condizioni diversificate per la maturazione delle uve. Allevate prevalentemente a Guyot basso e lavorate con cura manuale, le viti danno origine a interpretazioni differenti del territorio. Qui, accanto al Ruché di Castagnole Monferrato DOCG, trovano posto Barbera d'Asti, Grignolino d'Asti, Nebbiolo del Monferrato e Viognier.

La seconda anima dell'azienda è Castiglione Tinella, nelle Langhe, dove la famiglia conserva un nucleo storico di vigneti intorno alla casa d'origine. I terreni, situati a circa 408 metri di altitudine, ospitano anche Moscato e Barbera. Da questo contesto nasce il Moscato d'Asti DOCG San Carlo, il cui nome richiama la vicina chiesetta omonima e il legame con la storia familiare.

Nel tempo Montalbera si è affermata come una delle realtà di riferimento per la valorizzazione del Ruché, contribuendo in maniera significativa alla diffusione di una denominazione rara e identitaria. Gli investimenti in cantina e nelle tecnologie di vinificazione, insieme all'attenzione alle selezioni e agli affinamenti, hanno accompagnato un percorso di crescita senza rinunciare alle origini. Il progetto si esprime oggi in etichette che attraversano le diverse anime del Piemonte: dal Ruché nelle sue interpretazioni più fragranti e strutturate alla Barbera, dal Grignolino al Moscato, fino a nuove letture dei bianchi piemontesi.

La filosofia

La filosofia di Montalbera ruota intorno al concetto di «vino-frutto»: il vino deve conservare l'identità dell'uva, la precisione del luogo d'origine e il carattere dell'annata. È una visione che la famiglia Morando sintetizza nell'incontro fra rigore, progettualità, interpretazione e terroir. Il lavoro parte dalla conduzione del vigneto, dalla scelta dei tempi di raccolta e dalla valorizzazione delle differenti esposizioni dell'anfiteatro collinare, con l'obiettivo di raggiungere maturazioni equilibrate e riconoscibili.

In cantina tradizione e tecnologia non sono alternative, ma strumenti al servizio della materia prima. L'azienda dichiara l'impiego di lieviti autoctoni selezionati nei propri vigneti, l'utilizzo di vasche in acciaio per governare le fermentazioni e un ricorso mirato a barrique, tonneaux e botti grandi di rovere per le etichette che beneficiano dell'affinamento in legno. A seconda della varietà e del vino desiderato, la vinificazione può privilegiare immediatezza aromatica, maggiore estrazione, maturità del frutto oppure un'evoluzione più lunga. L'attenzione alla sostenibilità e alla gestione responsabile delle risorse completa questo approccio.

Il Ruché rappresenta la prova più evidente di tale ricerca: un'uva capace di esprimere sentori di rosa, violetta, frutti rossi e spezie, sostenuti da una trama tannica particolare. Montalbera ne propone letture che vanno dalla finezza floreale alla maggiore concentrazione. Nel Ruché Laccento, ad esempio, la selezione e la differenziazione delle maturazioni, con una quota di uve lasciata a maturare più a lungo sulla pianta, mirano a coniugare intensità, rotondità e riconoscibilità varietale.

Anche la Barbera d'Asti e il Grignolino sono oggetto di interpretazioni attente alla purezza del frutto, alla freschezza e alla tessitura dei tannini; i vini delle Langhe raccontano un paesaggio differente, mentre il Timorasso dei Colli Tortonesi amplia il racconto sui grandi bianchi piemontesi, caratterizzati da struttura e potenzialità evolutiva. Il risultato è uno stile che cerca equilibrio fra precisione tecnica, profondità e fedeltà al territorio, senza imporre a ogni vitigno un modello unico.

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